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LIBRO DI MILVIA FACCIA: 36 STRATAGEMMI

Cod. Art.: 808075001

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  • Prodotto da: Edizioni Mediterranee
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I 36 stratagemmi sono un compendio sapienziale in cui nulla si afferma, nulla si nega ma tutto continuamente si crea, si moltiplica, scompare per ricomparire sotto altra forma.

I 36 stratagemmi non vanno considerati un manuale nel senso occidentale del termine, bensì un compendio sapienziale in cui nulla si afferma, nulla si nega ma tutto continuamente si crea, si moltiplica, scompare per ricomparire sotto altra forma. Queste affermazioni, formulate più di sei secoli fa, operano a vari livelli di comprensione – a seconda delle capacità di approfondimento e di percezione di ciascuno – e in vari ambiti: quello più strettamente bellico e strategico, quello delle più tradizionali discipline marziali, ma trovano anche unattuazione più vasta, di tipo sociale ed economico nonché nel campo della pirateria informatica.

Intorno al XV secolo, nellepoca compresa tra la fine della dinastia Ming e linizio di quella Qing, videro la luce i 36 stratagemmi, raccolti in forma estremamente sintetica da monaci guerrieri e divenuti, nellarco dei secoli successivi, un classico delle astuzie belliche segrete di ogni tempo, talmente prezioso da rimanere del tutto nascosto allOccidente perfino nellepoca di Mao Tze-tung, che ne applicò con successo i principi per tutta la durata del suo regime.

Ideale complemento del Tao-tê-Ching, dellArte della guerra di Sun Zu e dellI:Ching, spesso direttamente correlati a quegli insegnamenti, i 36 stratagemmi hanno analogamente trovato applicazione, in epoca moderna, nei contesti più disparati e apparentemente lontani tra loro, dal marketing alla psicologia comportamentale, dalle arti marziali alla formazione manageriale e ai rapporti interpersonali, lasciando spesso in ombra, che pone al centro delluniverso luomo in quanto attivamente consapevole di se stesso. Lo stesso numero 36 deriva dalla "filosofia dellunità degli opposti", espressa nellI:Ching con la nozione di Yin e Yang, le due categorie complementari delluniverso, alle quali appartiene ogni singola cosa esistente. La loro interazione determina lo sviluppo di tutti gli eventi in una miriade di rapporti: offesa e difesa, forza e moderazione, regolarità e sorpresa, vuoto e solidità, amici e nemici, ospite e padrone di casa, lavoro e riposo e così via. Tale unità presenta anche unaltra importante caratteristica, secondo cui ogni qualità o entità può trasformarsi nel suo opposto: in base a questo principio, in determinate circostanze, il debole può vincere il forte o il nemico trasformarsi in amico (e viceversa).

I 36 stratagemmi non vanno considerati un manuale nel senso occidentale del termine, bensì un compendio sapienziale in cui nulla si afferma, nulla si nega ma tutto continuamente si crea, si moltiplica, scompare per ricomparire sotto altra forma. Queste affermazioni, formulate più di sei secoli fa, operano a vari livelli di comprensione – a seconda delle capacità di approfondimento e di percezione di ciascuno – e in vari ambiti: quello più strettamente bellico e strategico, quello delle più tradizionali discipline marziali, ma trovano anche unattuazione più vasta, di tipo sociale ed economico nonché nel campo della pirateria informatica.

Intorno al XV secolo, nellepoca compresa tra la fine della dinastia Ming e linizio di quella Qing, videro la luce i 36 stratagemmi, raccolti in forma estremamente sintetica da monaci guerrieri e divenuti, nellarco dei secoli successivi, un classico delle astuzie belliche segrete di ogni tempo, talmente prezioso da rimanere del tutto nascosto allOccidente perfino nellepoca di Mao Tze-tung, che ne applicò con successo i principi per tutta la durata del suo regime.

Ideale complemento del Tao-tê-Ching, dellArte della guerra di Sun Zu e dellI:Ching, spesso direttamente correlati a quegli insegnamenti, i 36 stratagemmi hanno analogamente trovato applicazione, in epoca moderna, nei contesti più disparati e apparentemente lontani tra loro, dal marketing alla psicologia comportamentale, dalle arti marziali alla formazione manageriale e ai rapporti interpersonali, lasciando spesso in ombra, che pone al centro delluniverso luomo in quanto attivamente consapevole di se stesso. Lo stesso numero 36 deriva dalla "filosofia dellunità degli opposti", espressa nellI:Ching con la nozione di Yin e Yang, le due categorie complementari delluniverso, alle quali appartiene ogni singola cosa esistente. La loro interazione determina lo sviluppo di tutti gli eventi in una miriade di rapporti: offesa e difesa, forza e moderazione, regolarità e sorpresa, vuoto e solidità, amici e nemici, ospite e padrone di casa, lavoro e riposo e così via. Tale unità presenta anche unaltra importante caratteristica, secondo cui ogni qualità o entità può trasformarsi nel suo opposto: in base a questo principio, in determinate circostanze, il debole può vincere il forte o il nemico trasformarsi in amico (e viceversa).

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